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GLI INSEGNAMENTI DI DON JUAN.


« Don Juan mi insegnò che il mondo è

molto più complesso di quanto siamo

disposti ad ammettere di solito e che

ciò che normalmente ci aspettiamo

dalla realtà ci viene imposto dal

consenso sociale il quale a sua volta

non è altro che un trucco. Ci viene

insegnato ad osservare e a

comprendere il mondo attraverso un

processo di socializzazione il quale

quando funziona ci convince che le

interpretazioni della realtà che noi

condividiamo sono anche i suoi

confini. Don Juan interruppe in me

questo processo mostrandomi che ci è

possibile trasferirci in altri mondi,

dimensioni costanti ed indipendenti

dalla nostra condizionatissima

coscienza. La stregoneria ( l’ arte di

manipolare la percezione ) causa una

nuova programmazione della nostra

capacità di percepire queste altre

dimensioni che sono tanto reali,

uniche, assolute ed accattivanti come

lo è il nostro mondo profano di ogni

giorno » .

« Tutta l’ organizzazione dell’ insegnamento

di don Juan si basava sull’ idea che l’ uomo

ha due tipi di consapevolezza. Li chiamava

lato destro e lato sinistro e di conseguenza

differenziava i propri insegnamenti in

lezioni per il lato destro e lezioni per il lato

sinistro. Descriveva il primo come lo stato

normale per tutti noi ovvero lo stato di

consapevolezza necessario nella vita di

ogni giorno. Diceva che il secondo stava

per tutto quanto non era normale, il lato

misterioso dell’ uomo, lo stato di

consapevolezza necessario a esercitare la

funzione di sciamano o veggente » .

Gli sciamani dell’ antico Messico

riconobbero che ciò che chiamiamo

normale percezione è solo il prodotto

di una convenzione sociale ovvero

una descrizione del mondo del tutto

arbitraria e che essa può tramite

mezzi adeguati essere smantellata e

sostituita da altre forme di percezione

parimenti reali ed oggettive.

« Tramuta tutto in ciò che è veramente:

l’ Astratto, lo Spirito, il Nagual. Non c’ è

stregoneria, né il male, né il diavolo. C’ è

solo la percezione » . Don Juan Matus

Essi erano in grado attraverso l’ uso

delle piante psicotrope di

trasformarsi in animali o in piante e

di compiere innumerevoli altre

imprese inimmaginabili – e questo non

al livello di semplici proiezioni

psicologiche ma nella realtà effettiva.

Gli sciamani dell’ antico Messico

elaborarono così la vera stregoneria

ossia una vera e propria arte della

manipolazione della percezione.

Nel corso delle generazioni gli antichi

stregoni diventarono sempre più

esperti nel riconoscere gli infiniti volti

delle cose percepite ( il fenomeno ) e

giunsero ad un tipo di percezione oltre

il quale non si può andare: la percezione

del mondo come energia ( il noumeno ) .

Don Juan chiama questa

straordinaria impresa il vedere.

Il vedere non inteso come guardare

con gli occhi ma come percezione

totale da parte di tutto il proprio corpo

energetico.

LA VISIONE TOLTECA.

- 1 -

L’ universo è un infinito agglomerato di

campi di energia simili a fibre di luce.

- 2 -

Queste fibre di luce,

chiamate Emanazioni dell’ Aquila,

s’ irradiano da una fonte di proporzioni

inimmaginabili chiamata

metaforicamente l’ Aquila.

- 3 -

Gli esseri umani sono composti anche

loro da un numero incalcolabile degli

stessi filiformi campi di energia.

Queste emanazioni dell’ Aquila

formano un agglomerato chiuso che si

manifesta come una sfera di luce dalle

dimensioni corrispondenti a quelle del

corpo della persona con le braccia

estese lateralmente apparendo quindi

come un gigantesco Uovo Luminoso.

- 4 -

Solo una parte piccolissima delle fibre

di luce all’ interno di questo globo

luminoso viene illuminata da un punto

di intenso splendore situato sulla

superficie dell’ uovo.

- 5 -

La percezione si realizza quando i

campi di energia del piccolo gruppo

situato intorno al punto d’ intenso

splendore estendono la propria luce

fino ad illuminare identici campi di

energia all’ esterno dell’ uovo. Siccome

solo i campi energetici illuminati dal

punto di intenso splendore sono

percepibili, questo punto viene

chiamato “ il punto dove viene

assemblata la percezione ” o

semplicemente il Punto

d’ assemblaggio ( Punto d’ unione ) .

- 6 -

Il Punto d’ assemblaggio può essere

spostato dalla sua posizione abituale

sulla superficie dell’ uovo ad un’ altra

posizione sulla superficie oppure

all’ interno. Dato che lo splendore del

Punto d’ assemblaggio fa brillare tutti i

campi energetici con i quali viene a

contatto quando esso si sposta fa

immediatamente splendere nuovi

campi energetici rendendoli

percepibili. Questa percezione si

chiama vedere.

- 7 -

Quando il Punto d’ Assemblaggio si

sposta in modo rilevante rende

possibile la percezione di mondi

completamente diversi altrettanto

obiettivi e reali di quelli che

percepiamo di solito. Gli Sciamani

accedono a questi altri mondi per

attingervi energia, potere, soluzione a

problemi generali e particolari o per

trovarsi semplicemente di fronte

all’ inimmaginabile.

- 8 -

L’ Intento ( l’ Astratto, lo Spirito, il

Nagual, l’ Assoluto, l' Aquila ) è la forza

indescrivibile e smisurata diffusa

nell’ Universo. Essa ci mette in grado di

percepire. Noi non acquisiamo

consapevolezza perché percepiamo

bensì riusciamo a percepire in

conseguenza dell’ intrusione e del peso

dell’ Intento.

- 9 -

Gli Sciamani Toltechi mirano a

raggiungere lo stato

di Consapevolezza Totale per

sperimentare tutte le possibilità di

percezione che l’ Uomo ha. Questo

stato di consapevolezza implica

perfino una morte alternativa.

GLI SCIAMANI ACCEDONO A QUESTI

ALTRI MONDI PER ATTINGERVI

ENERGIA, POTERE, SOLUZIONE A

PROBLEMI.

Alla nascita l’ essere umano

sperimenta percezioni totali ed è

immerso in un senso oceanico di

Unità. Il Punto d’ assemblaggio

ondeggia su e giù. Successivamente

interviene una potente forza esterna

che via via fissa il Punto d’ unione in

una posizione precisa. Questa forza è

la visione del mondo che genitori ed

educatori trasmettono al bimbo

attraverso il processo della

socializzazione.

« Fin da quando nasciamo gli altri ci dicono

che il mondo è in un determinato modo e

naturalmente noi non abbiamo altra scelta

che accettare che il mondo sia come gli

altri ci hanno detto che è » . Don Juan

Matus

Il bambino apprende come deve

percepire il mondo per essere

pienamente integrato. Come

conseguenza di questo processo il

Punto d’ assemblaggio viene poco a

poco fissato in una posizione nella

quale il bambino poi condivide questa

realtà e i suoi precetti e quindi

impara ad interagire con essi in

maniera sensata e coerente. Passo

dopo passo gli viene resa familiare

una descrizione del mondo che egli

impara a percepire, mantenere e

difendere come la vera realtà. In

altre parole il bambino impara a

mantenere fissa la posizione del Punto

d’ assemblaggio. L’ intero mondo che si

percepisce non è che la fissazione del

Punto d’ unione in una delle infinite

posizioni possibili !

Spostando il Punto d’ assemblaggio

verso altre parti del proprio guscio

luminoso si possono percepire altri

mondi. « Ma la forza della fissazione

nella sua posizione consueta è

talmente grande, il senso di realtà che

ne risulta talmente avvincente che

non resta più alcuna via di fuga. Tutta

l’ energia a nostra disposizione viene

quindi impiegata per il mantenimento

del mondo che conosciamo così che

non ne resta più a sufficienza per

riuscire a vedere oltre il bordo del

piatto della nostra realtà per non

parlare poi del riuscire a lasciarla.

Le piante di potere diedero agli

stregoni dell’ antichità l’ energia

necessaria per uno spostamento del

Punto d’ assemblaggio. Tuttavia questo

movimento era incontrollato e violento

e le sue conseguenze energetiche e

fisiche catastrofiche. Così essi

cominciarono a servirsi del vedere per

trovare delle alternative. Videro quindi

che il Punto d’ assemblaggio si

muoveva anche in presenza di

condizioni estreme come la fame, la

febbre, la malattia, la debolezza senile

e così via. Anche l’ assenza di sonno, il

digiuno, privazioni sensoriali e la

meditazione profonda risultavano utili

allo scopo ma gli spostamenti così

ottenuti risultavano ancora molto

instabili e il prezzo da pagare era alto.

La scoperta decisiva la fecero quando

diressero il loro vedere sul fenomeno

del sonno: al momento di

addormentarsi il Punto

d’ assemblaggio cominciava a vibrare e

poi si muoveva all’ interno dell’ uovo

luminoso. Più lontano esso si

spostava più bizzarri e strani erano i

sogni che le persone esaminate poi

raccontavano » .

La necessità del sonno pare quindi

derivare dal fatto che il fissaggio del

Punto d’ unione in una singola

posizione, cioè quella della percezione

del nostro mondo, consuma poco a

poco l’ energia disponibile e rende

quindi necessaria una rigenerazione.

Il bisogno di questa e poi i primi

accenni di movimento del Punto

d’ assemblaggio si traducono per noi

in ciò che chiamiamo stanchezza » .

Il mondo come costrutto sociale viene

mantenuto da ogni essere umano

attraverso la principale attività della

mente: il pensiero. Ogni persona è

vittima di un continuo, incessante e

difficilmente controllabile flusso di

pensieri, il dialogo interiore.

« Parliamo incessantemente a noi stessi del

nostro mondo ed è proprio grazie a questo

nostro dialogo interiore che lo

preserviamo e ogniqualvolta continuiamo

a parlarci di noi e del nostro mondo il

mondo rimane sempre come dovrebbe

essere. Con questo nostro dialogo lo

rinnoviamo, gli infondiamo vita, lo

puntelliamo. Non solo; è mentre parliamo

a noi stessi che scegliamo le nostre strade.

Ripetiamo quindi le stesse scelte fino al

giorno della morte perché fino a quel

giorno continuiamo a ripeterci le stesse

cose. Un guerriero è consapevole di questo

atteggiamento e si sforza di fermare il

suo dialogo interiore » . don Juan Matus

Fermare il dialogo interiore è l’ aspetto

preliminare del vedere. Fermare il

dialogo interiore significa fermare il

mondo. Attraverso il silenzio

interiore il mondo così come lo

conosciamo cessa di esistere di fronte

alla nostra percezione e appare come

veramente è: pura energia. Sono molti

i casi in cui le attività della nostra

mente pensante vengono in qualche

modo alterate o sospese: l’ assunzione

di droghe, l’ ebbrezza alcoolica, un

grande shock, un trauma fisico, uno

stato di deprivazione da cibo o acqua,

una forte stanchezza, l’ orgasmo e così

via. Esiste anche un momento molto

naturale e quotidiano in cui il

normale controllo della mente viene

meno: il sonno. E così all’ atto

dell’ addormentarsi anche la fissazione

del Punto d’ assemblaggio viene meno

ed esso è libero di muoversi all’ interno

del nostro uovo luminoso. Ogni

movimento del Punto d’ assemblaggio

determina un cambiamento nelle fibre

illuminate. Alcune fibre prima

illuminate cessano di esserlo e altre

che prima erano inattive ora sono

illuminate. Le nuove fibre illuminate, a

seconda dell’ entità dello spostamento

del Punto d’ assemblaggio, generano

percezioni nuove e sconosciute.

Quando il Punto d’ unione si sposta in

modo lieve abbiamo immagini

fantasma del nostro mondo d’ ogni

giorno ma quando esso si sposta in

maniera più rilevante allora ( venendo

illuminate molte più fibre sconosciute )

si possono sperimentare aspetti della

realtà che hanno ben poco a che fare

con gli scenari consueti della nostra

vita quotidiana.

Nel sonno di una persona comune

però gli spostamenti del Punto

d’ assemblaggio sono caotici e di

conseguenza lo sono anche le

percezioni che ne derivano. Nel

sognare comune mentre si sta

sognando si vive nella coerenza dei

fatti sognati mentre nel rievocare un

sogno da svegli ci si accorge

dell’ alternanza assolutamente

incoerente ( a livello razionale ) delle

varie scene che si susseguono: si può

volare e un momento dopo si è nel

proprio ufficio a controllare dei

documenti e un istante dopo ancora si

sta combattendo contro degli invasori

alieni. Il continuo movimento del

Punto d’ unione produce dunque

durante il sogno l’ effetto che le cose

si mescolino e sembrino fondersi l’  una

con l’ altra. L’ impressione è simile alla

dissolvenza cinematografica: si passa

da una scena all’ altra senza che lo

spettatore viva questo come una

interruzione di continuità. E così i

sogni dell’ uomo comune non hanno

maggior pragmaticità di un buon film

nel quale si vivono certamente delle

emozioni ma in cui si è spettatori

passivi senza cioè alcuna possibilità

di intervenire.

Questo non basta a uno sciamano che

cerca la conoscenza. Il vero sciamano

è consapevole, presente, attivo e

pratico. Egli è a caccia di libertà ed

esprime l’ intento di esplorare. Nel

sognare dell’ uomo comune manca un

fattore fondamentale che lo Sciamano

conquista giorno dopo giorno

attraverso un impeccabile intento:

l’ energia.

Occorre energia e disciplina per dare

al movimento del Punto

d’ assemblaggio il controllo necessario

per poterlo fissare in un punto

alternativo a quello consueto.

Quando il Punto d’ unione è fisso in

una data posizione le immagini della

propria percezione non sfumano più

l’ una nell’ altra ma rimangono stabili e

il Sognare degli Sciamani si realizza.

Gli stregoni dell’ antico Messico erano

estremamente pragmatici e per dare

funzionalità ai movimenti del Punto

d’ assemblaggio elaborarono due

complessi sistemi che costituiscono le

basi dello Sciamanismo Tolteco: l’ arte

di sognare e l’ arte dell’ agguato.

Attraverso l’ arte di sognare si impara

a muovere coscientemente il Punto

d’ assemblaggio in una nuova

posizione mentre l’ arte dell’ agguato

mira a fissarlo nella posizione in cui

esso sia stato spostato. Il sognare dei

toltechi è facile e difficile nello stesso

tempo: si inizia con l’ intento di

diventare coscienti durante il sogno

del fatto che si sta sognando. Per

ottenere questa consapevolezza gli

sciamani sono soliti servirsi di diversi

espedienti come ad esempio seguire

coscientemente il momento in cui si

addormentano oppure ripetersi

mentalmente con forza l’ intento di

osservare le proprie mani una volta

iniziato il sogno. Dopo molto

allenamento e soprattutto dopo aver

accumulato sufficiente energia è

possibile sperimentare ciò che in

Occidente è stato chiamato “ sogno

lucido ”, un sognare cosciente nel

quale si può agire e decidere

esattamente come nella vita

quotidiana senza tuttavia essere

vincolati agli stessi limiti ( leggi della

fisica ) . Contemporaneamente si è

anche coscienti del fatto che il proprio

corpo è steso sul letto e dorme.

Gli stregoni dell’ antico Messico non si

limitarono però a sperimentare dei

semplici sogni lucidi: attraverso

continui perfezionamenti arrivarono a

sviluppare uno speciale tipo di

attenzione che permise loro di

mantenere ferme e osservare,

intensamente e a volontà, le immagini

del sogno. Questa

particolare attenzione del sogno, che

viene chiamata da Castaneda

anche seconda attenzione per

distinguerla dalla normale attenzione

quotidiana, divenne il presupposto per

una delle scoperte più sconcertanti

degli antichi toltechi: questi

esploratori del sognare furono in

grado di portare le tecniche

del vedere all’ interno dell’ attenzione

del sogno. Il vedere nel sogno gli

permise fra l’ altro di scoprire che la

maggior parte delle loro esplorazioni

oniriche avvenivano in luoghi

fantasma, privi di una propria

consistenza energetica, frutto solo

della fantasia e della memoria.

Quando uno sciamano vede

nel sogno le immagini fantasma

rimangono tali e quali mentre ciò che

è reale appare come un generatore di

energia ( si mostra cioè come

costituito di fibre luminose ) .

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