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BANDHA.


I bandha sono delle contrazioni muscolari che hanno lo scopo di convogliare l’ energia in un punto preciso del corpo per evitare che avvengano dispersioni. Queste chiusure servono a canalizzare nel modo corretto e ottimale il respiro e l’ energia pranica a esso collegata. I bandha sono molto importanti sia nel controllo del respiro, o pranayama, che in specifiche posizioni e meditazioni. Il loro impatto è enorme sia sul sistema fisico che su quello energetico, mentale, emozionale e spirituale. Sono quattro le chiusure principali riconosciute in tutto il mondo yogico: La chiusura del collo o Jalandhara Bandha. La chiusura del diaframma o Uddiyana Bandha. La chiusura della radice o Mulabandha che riguarda l’ area attorno al pavimento pelvico e il basso addome. La Grande Chiusura o Mahabandha che è composta dalle prime tre. Jalandhara Bandha. Jala in sanscrito può essere tradotto con corso d’ acqua, una massa di liquido che fluisce. Il termine dhara invece indica una rete ma anche il concetto di trattenere, intrappolare. Per praticare Jalandhara Bandha correttamente è necessario aprire bene il petto e lo sterno, allungare la schiena e collocare il mento nella forca dello sterno tra le clavicole. In tal modo si realizza una delle condizioni basilari di Jalandhara, l’ estensione della zona cervicale, assicurando una compressione quasi ideale a livello della zona del collo. Con questa chiusura un particolare flusso di energia viene imprigionato nel plesso cervicale evitandone la dispersione e favorendone invece la canalizzazione in shushumna, il condotto centrale energetico. Jalandhara bandha può essere quindi descritto come un gesto che imprigiona un fitto gruppo di nervi e di vasi. Il flusso liquido invece, a diversi livelli di sottilità, si riferisce tanto al sangue quanto alla linfa, quanto all’ energia, cui viene impedito di scendere verso la gola e oltre. La pratica corretta di questo bandha stimola la tiroide e la paratoroide, dirige il flusso dell’ energia pranica direttamente verso il cuore, sigilla l’ aria nel torace e stira la regione cervicale della colonna stimolando il quinto chakra all’ altezza della gola, il Vishuddha chakra. Per eseguire Jalandhara Bandha si porta il mento verso lo scavo dello sterno, tra le due clavicole, così che le vertebre cervicali vengono stirate e la gola viene compressa nel modo migliore per ottenere gli effetti che lo yoga vuole raggiungere. Si contraggono i muscoli del collo e si stirano le vertebre cervicali. Uddiyana Bandha. La parola sanscrita uddiyana significa sollevare o volare alto che, accompagnata dal termine bandha, ci dà l’ idea di una chiusura che obbliga la risalita del diaframma verso il petto. Il diaframma è il muscolo principe che controlla la respirazione lunga e profonda. E’ situato come una barriera tra i primi tre chakra, posizionati in basso, e il cuore nel petto. Il diaframma è una barriera fisica ma anche energetica e psicologica: sotto il diaframma abbiamo un mondo collegato al mondo inconscio e materiale, saltando verso il cuore si va verso uno stato di consapevolezza ed evoluzione spirituale. Da un punto di vista energetico permette all’ energia di risalire lungo shushumna nadi ( il condotto centrale energetico che corrisponde al midollo spinale ) risvegliando tutti i chakra. Per questo motivo nello Hatha Yoga Pradipika Uddiyana viene considerato il migliore fra i bandha. Questo di per sé sarebbe più che sufficiente per praticare quotidianamente Uddiyana Bandha ma i benefici non si fermano qui. Questa tecnica provoca bradicardia sinusale ovvero una riduzione della frequenza cardiaca. Durante l’ esecuzione inoltre la parte lombare della colonna vertebrale viene stirata mentre la parte sacrale viene spinta verso l’ alto dando sollievo alla schiena. Tutto l’ addome viene strizzato come una spugna, gli organi interni vengono stimolati nelle loro funzioni e rivitalizzati e questo aiuta a prevenire o a ridurre un gran numero di disturbi tra cui costipazione, indigestione, coliti purché non siano in forma grave. Uddiyana Bandha inoltre aiuta i muscoli addominali a mantenere la loro tonicità e previene la congestione della zona pelvica rimuovendo il grasso eccessivo che si deposita sulla parete addominale. La prima cosa importante da sapere è che si deve praticare a stomaco vuoto e solo in vuoto d’ aria, cioè dopo aver espirato completamente. Quando si ha completamente espulso fuori dai polmoni l’ aria, si rimane in vuoto d’ aria e nello stesso tempo si tira l’ intera regione addominale, in special modo la zona sopra l’ ombelico, verso l’ interno contro la colonna vertebrale e verso l’ alto. Il diaframma di conseguenza si solleva e tutto l’ addome è come risucchiato contro la colonna vertebrale. Prima di tornare a inspirare bisogna rilassare l’ addome e solo allora si potrà riportare l’ aria nei polmoni. L’ esecuzione di questa chiusura richiede sempre la presenza di una forte e ben eseguita chiusura del colo, o Jalandhara, che non va rilasciata fino a quando non si torna a inspirare. Mulabandha. Mula in sanscrito significa radice, fonte, origine ma anche causa, base o fondamenta. Questo bandha interessa i muscoli della regione inferiore dell’ addome cioè dall’ ano al perineo. Il movimento di contrazione di questi muscoli deve essere direzionato all’ interno cioè verso la colonna vertebrale e verso l’ alto in direzione del nostro ombelico. Quando si inspira si rilassano i muscoli del pavimento pelvico, quando si espira si contraggono. Questa è anche l’ area dove viene collocato il primo Chakra, il Muladhara ( Mula= radice, fonte – adhara = sostegno o parte vitale ) . Per aiutare i suoi studenti a trovare il Mula Bandha, Richard Freeman, uno dei più famosi insegnanti di Ashtanga Yoga, dà questo suggerimento: « Se espiri in profondità e molto lentamente, noterai che al termine dell’ espirazione i muscoli del pavimento pelvico sono allena¬ti naturalmente a espellere anche l’ ultima particella di aria. È in questo punto che de¬vi cercare Mula Bandha. È molto complesso ma, al tempo stesso, molto semplice » . Attraverso questa tecnica agiamo direttamente sul plesso pelvico stimolando in questo modo il sistema parasimpatico pelvico, che ha come funzione quella di allentare spasmi o blocchi presenti, molto spesso, nel basso dell’ addome. Il concetto chiave è mantenere la contrazione imparando al contempo a rilassare la zona. I benefici fisici che questa tecnica apporta sono quasi infiniti: favorisce la stabilità; permette un movimento più corretto e naturale degli arti; evita di comprimere la spina dorsale quando si esegue una flessione all’ indietro; crea più spazio sotto l’ addome con vantaggi per le torsioni. « Praticando Mula Bandha – spiega Freeman – si può sviluppare la consapevolezza precisa del¬l’ asse centrale del corpo. Si può imparare a eseguire i movimenti dalla parte inferiore dell’ addome, in modo da sentire il pavimento pelvico e utilizzarlo per facilitare l’ allineamento del corpo. Questa tecnica inoltre permette di integrare i movimenti nell’ esecuzione degli asana e offre una sensazione di grande benessere. Si diventa più vivaci, più intuitivi, più sensibili e più abili a esprimere le sensazioni con ogni parte del corpo attraverso il movimento » . Per gli occidentali, che hanno una vita spesso molto stressante, la pratica errata di Mula Bandha può avere un impatto più negativo che positivo. Infatti, nella nostra vita frenetica, la zona pelvica è già abbastanza sottoposta a tensioni causate da troppo lavoro, sentimenti di fallimento e delusione che molto spesso proviamo. Il risultato è che enfatizziamo fin troppo contrazione della zona pelvica senza però sapere come rilassarla al contempo. Se il bandha viene eseguito correttamente si dovrebbe sentire una grande vitalità e una sensibilità più sviluppata nonché una postura più salda e un rilassamento della schiena. Mulabandha si può praticare sia in sospensione del respiro dentro ( dopo l’ inspirazione ) che fuori ( dopo l’ espirazione ) . La Grande Chiusura o Mahabandha. La Grande Chiusura è un’ attivazione contemporanea dei primi tre bandha. Si pratica solo tenendo l’ aria fuori dopo aver completato l’ espirazione. Attivando questo Bandha si stimola l’ energia pranica raccolta nella parte bassa del corpo a risalire attraverso i canali energetici lungo la colonna vertebrale fino al settimo chakra alla sommità del capo. E’ una chiusura che porta grandi benefici. Si dice che la sua pratica curi molti malanni, allevii i crampi mestruali, migliori la circolazione, aiuti le ghiandole, ringiovanisca i nervi e riequilibri i chakra.

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