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ESERCIZIO DI VISUALIZZAZIONE.


L’ idea di assorbire l’ energia vitale attraverso le tecniche di respirazione è sicuramente molto affascinante ma quando ci accingiamo a metterla in pratica ci rendiamo conto che non è così facile. Vediamo se con alcune immagini mentali riusciamo a comprendere meglio questi meccanismi. Innanzitutto visualizziamo bene la zona del corpo su cui stiamo lavorando: il percorso energetico parte dal perineo, che è un insieme di muscoli e legamenti che occupano la parte più bassa dell’ addome, noto anche come pavimento pelvico. Ma per semplicità di visualizzazione immaginiamolo come un punto compreso tra l’ ano e gli organi sessuali. Da questo punto sale lungo la colonna vertebrale fino alla gola e successivamente fino alla testa. Ma per semplicità di visualizzazione immaginiamo una linea che attraversa il centro del nostro corpo dal perineo fino alla gola. Lungo questa linea scorre l’ energia e il nostro scopo è rendere questo flusso di energia sempre più intenso. Dopo alcune inspirazioni ed espirazioni per attivare il meccanismo del respiro, concentriamo la nostra attenzione sul perineo, la parte più bassa dell’ addome, in cui si trova un’ area collegata al meccanismo del respiro. Il perineo è come una pompa per gonfiare un materassino di gomma e il corpo vitale contenuto all’ interno del nostro corpo fisico è come un materassino che deve essere gonfiato di aria per garantire forza e stabilità. Quando siamo stanchi il nostro corpo vitale è sgonfio, esattamente come un materassino sgonfio che non ha la forza e la stabilità per galleggiare sull’ acqua. Quando siamo pieni di energia il nostro corpo vitale è pieno di aria e acquista la forza e la stabilità per fare attività fisica. Il perineo può anche essere visualizzato come un arco che scaglia frecce verso l’ alto. Le frecce sono le inspirazioni che facciamo gonfiando il nostro corpo vitale. Il nostro scopo è scagliare le frecce con una forza e una intensità sempre maggiori. Il paragone con l’ arco che scaglia le frecce è utile per capire che non tutte le volte riusciamo a scagliare le frecce con la stessa forza e intensità. Come un pugile che tira pugni contro un avversario potrà concentrarsi sui movimenti tecnici per tirare il pugno più forte possibile ma il pugno che stende l’ avversario è quello che tira con l’ istinto senza pensare a niente. Come un atleta che cerca di fare il record dei cento metri potrà concentrarsi sui movimenti tecnici per correre più velocemente possibile ma il giorno che fa il record mondiale lo fa con l’ istinto senza pensare a niente. Noi siamo nella stessa condizione. Possiamo cercare di usare il perineo per fare inspirazioni più intense possibile ma una inspirazione più intensa di un’ altra la facciamo con l’ istinto senza pensare a niente. Ciò premesso, i movimenti tecnici da fare sono questi: concentrare la nostra attenzione sul perineo cercando di tirare i muscoli pelvici verso il basso. Vediamola meglio questa immagine: il perineo si trova nella parte più bassa dell’ addome tra l’ ano e gli organi sessuali. Dobbiamo immaginare di tirare l’ arco del perineo fino ai ginocchi o fino ai piedi per indurre la giusta tensione per scagliare la freccia dell’ inspirazione verso l’ alto. Possiamo farlo anche attraverso una serie di contrazioni e rilassamento dei muscoli pelvici. Quando si inspira si rilassano i muscoli del pavimento pelvico. Quando si espira si contraggono e si tirano verso il basso facendo salire l’ ano come per trattenere i bisogni. Non tutte le volte riusciamo a espirare completamente l’ aria e a tirare i muscoli pelvici verso il basso. Il meccanismo del respiro non è completamente controllabile perché il nostro corpo vitale è un’ entità vivente indipendente dal nostro corpo fisico. Per facilitare questa operazione possiamo svuotare il nostro corpo vitale tirando la pancia in dentro e abbassando gradualmente il livello della nostra espirazione con una serie di contrazioni e rilassamento dei muscoli pelvici. Quando siamo riusciti a espirare completamente l’ aria e a tirare il nostro arco verso il basso rimaniamo in contrazione per cinque sei secondi per indurre la giusta tensione per scagliare la freccia dell’ inspirazione verso l’ alto. E’ importante, mentre abbassiamo gradualmente  il livello della nostra espirazione, imparare a visualizzare bene questo punto, che si trova tra l’ ano e gli organi sessuali, perché dona la capacità di fare inspirazioni più intense di quelle che potremmo fare normalmente. Anche in questo caso non tutte le volte riusciamo a fare inspirazioni abbastanza intense sempre perché il meccanismo del respiro non è completamente controllabile. Un fattore che contribuisce a sviluppare inspirazioni sempre più intense è la sospensione del respiro che facciamo alla fine dell’ inspirazione. Quando iniziamo l’ esercizio le prime inspirazioni ed espirazioni sono modeste e difficoltose mentre la sospensione del respiro mette in moto un meccanismo che facilita l’ intensità delle ispirazioni. Ma non dobbiamo pensare che il tempo in cui riusciamo a trattenere il respiro sia l’ unico fattore per attivare il meccanismo del respiro. Esiste un fattore ancora più importante che è la spinta verso l’ alto che riusciamo a dare con la nostra inspirazione. Come una freccia scagliata da un’ arco può arrivare a cinquanta o cento o duecento metri di distanza a seconda della spinta che riusciamo a dare con l’ arco analogamente dobbiamo concentrare la nostra attenzione sulla spinta verso l’ alto che riusciamo a dare con la nostra inspirazione. Se la spinta verso l’ alto è forte riusciamo a trattenere il respiro a lungo senza sforzo. Se la spinta verso l’ alto è debole la nostra capacità di trattenere il respiro sarà analogamente debole. Si può anche dire di più: sforzarsi di trattenere il respiro quando non c’ è abbastanza spinta verso l’ alto è controproducente. E’ solo quando la spinta verso l’ alto dell’ inspirazione consente di trattenere il respiro senza sforzo che assorbiamo energia vitale. L’ assorbimento di energia avviene più efficacemente mentre l’ energia è spinta verso l’ alto e perde la sua efficacia mentre la spinta verso l’ alto si affievolisce. Maggiore è la spinta verso l’ alto, maggiore sarà l’ efficacia con cui il corpo vitale assorbe energia. Un' altra immagine deve essere ben chiara in chi pratica questi esercizi: trattenere il respiro non implica necessariamente l’ immobilità del corpo. L’ energia è dinamica: se io blocco l’ energia in una posizione statica del corpo non assorbirò energia vitale. Ricordiamoci sempre che il nostro scopo è sviluppare forza, velocità, elasticità, intensità. Ne consegue che, mentre siamo in sospensione del respiro, dobbiamo concentrare la nostra attenzione sull’ energia che scorre nel nostro percorso energetico. Possiamo visualizzare il nostro percorso energetico come un filo che diventa progressivamente più forte e più elastico a seconda della forza e dell’ intensità dell’ energia che vi scorre dentro. Non dobbiamo neanche pensare che in sospensione del respiro non possiamo fare alcuni movimenti o contrarre alcuni muscoli del corpo. Per esempio possiamo fare delle piccole inspirazioni per rendere più salda la sospensione del respiro o altri movimenti per indurre una spinta verso l’ alto dell’ inspirazione più forte. A questo punto diventa di fondamentale importanza il perineo o Mula Bandha. Come detto nell’ articolo precedente il Mula Bandha si può praticare prima dell’ inspirazione a polmoni vuoti ma si può praticare anche dopo l’ inspirazione a polmoni pieni. Questa è una pratica abbastanza avanzata ma importantissima per aumentare l’ intensità del flusso di energia che scorre all’ interno del nostro percorso energetico. Se contraiamo e spingiamo i muscoli pelvici verso il basso, mentre siamo in sospensione del respiro a polmoni pieni, la spinta dei muscoli pelvici può aiutare ad aumentare la forza e l’ intensità della spinta verso l’ alto dell’ energia e la conseguente efficacia del suo assorbimento. Quando facciamo questi esercizi dobbiamo entrare in uno stato di coscienza capace di percepire gli stati sottili della materia. Mentre, se rimaniamo in uno stato di coscienza ordinaria, non siamo capaci di assorbire energia vitale. Per cui è necessario concentrare la nostra attenzione sul flusso di energia che scorre nel nostro percorso energetico. Una immagine utile per entrare in uno stato di coscienza sottile può essere visualizzare l’ arco che scaglia la freccia dal perineo fino alla gola e percepire la forza e l’ intensità dell’ energia che attraversa il nostro percorso energetico. Un’ altra immagine utile per impedire che l’ energia resti bloccata in una posizione statica del corpo è la velocità: visualizzando la velocità della nostra energia siamo in grado di annullare una idea statica che la nostra coscienza ordinaria potrebbe produrre. Contraendo e spingendo i muscoli pelvici verso il basso siamo in grado di aumentare la velocità e l’ intensità della nostra energia. In ogni caso la prova della buona riuscita dell’ esercizio è quando sentiamo effettivamente la spinta dell’ inspirazione verso l’ alto. In questi momenti, in cui siamo riusciti ad attivare la spinta energetica verso l’ alto, anche delle piccole inspirazioni producono delle inspirazioni intense. E possiamo sfruttare questi momenti per fare delle ispirazioni ed espirazioni lunghe e profonde che ci riempiono di energia vitale. Poi ricominciamo un nuovo ciclo di espirazione, inspirazione e sospensione del respiro con il solito meccanismo: abbassiamo gradualmente il livello della nostra espirazione fino al punto più basso dell’ addome, contraiamo e spingiamo i muscoli pelvici verso il basso a polmoni vuoti, rimaniamo in contrazione per cinque sei secondi per indurre la giusta tensione per fare una inspirazione più intensa possibile e rimaniamo in sospensione del respiro a polmoni pieni contraendo e spingendo i muscoli pelvici verso il basso per indurre una spinta verso l’ alto dell’ inspirazione sempre più forte. Continuando le serie di espirazioni, inspirazioni e sospensioni del respiro arriva un punto in cui in nostro corpo vitale è pieno di energia e abbiamo la forza e la stabilità per fare attività fisica. Ovviamente tutte queste immagini sono l’ espressione di chi le sta scrivendo ma dobbiamo sempre tenere presente che yoga e respirazione sono un percorso individuale e non esistono due persone che eseguono la stessa tecnica nello stesso modo. Come non esistono due persone che perseguono lo stesso scopo: c’ è chi aspira a meditare sul senso della vita, c’ è chi aspira a conseguire un rilassamento più profondo e c’ è chi aspira a conseguire una maggiore efficienza fisica. Ogni tratto del nostro percorso energetico può essere rinforzato attraverso i sette chakra e i tre bandha che si trovano nel perineo ( Mula Bandha ) , nell’ ombelico ( Uddiyana Bandha ) e nella gola ( Jalandhara Bandha ) . Basta concentrare la nostra attenzione sul percorso che va dal perineo all’ ombelico ( piano fisico ) , oppure sul percorso che va dall’ ombelico alla gola ( piano emotivo ) , oppure sul percorso che va dalla gola alla testa ( piano mentale e spirituale ) . Oppure, in un esercizio ancora più avanzato, sul percorso che attraversa tutti i chakra e tutti i bandha dal perineo fino alla testa.

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