Con il termine pranayama non si intendono solo le tecniche di respirazione utilizzate dallo yoga ma il meccanismo attraverso il quale è possibile assorbire e controllare il prana, ovvero l’ energia vitale, con lo scopo di rendere la mente stabile, forte, tranquilla e raggiungere un livello superiore di coscienza. Il respiro e la mente sono due entità inseparabili: tramite il controllo del respiro si impara a controllare la mente. Come nella pratica delle asana si deve raggiungere e mantenere una certa immobilità del corpo così nel pranayama è di fondamentale importanza riuscire ad allenare la capacità di trattenere il più a lungo possibile il respiro. Il lavoro consiste nell’ estendere la lunghezza e la profondità del respiro. Il respiro deve essere lento e profondo. Lo scopo di numerose tecniche di respirazione è di aumentare il volume di aria che i polmoni possono contenere. La respirazione completa è costituita dalla somma delle tre fasi della inspirazione, ritenzione ed espirazione. Ogni atto respiratorio inizia con una espirazione lenta e completa. Il petto si abbassa provocando la fuoriuscita dell’ aria. Al termine dell’ espirazione una contrazione dei muscoli addominali e pelvici può aiutare a svuotare completamente i polmoni. Si tira la pancia in dentro e si spingono i muscoli pelvici verso il basso mentre svuotiamo completamente i polmoni. Questa operazione può essere facilitata da una serie di contrazioni dei muscoli del pavimento pelvico. Quando si inspira si rilassano i muscoli del pavimento pelvico. Quando si espira si contraggono e si tirano verso il basso facendo salire l’ ano come per trattenere i bisogni. Al termine dell’ espirazione i muscoli del pavimento pelvico sono allenati naturalmente a espellere anche l’ ultima particella di aria. In quel punto si trova il Mula Bandha. In sospensione del respiro si pratica Mula Bandha, la chiusura delle porte, per mantenere il prana all’ interno del corpo. I muscoli del pavimento pelvico devono essere usati come un elastico che viene tirato verso il basso mentre espelliamo l’ aria. Automaticamente la forza elastica dei muscoli pelvici lancia l’ energia verso l’ alto con una forza direttamente proporzionale alla forza con cui spingiamo i muscoli pelvici verso il basso. Il Mula Bandha è il regolatore dell’ energia del corpo vitale: regola la forza, l’ intensità e la velocità dell’ energia. Quando spingiamo il Mula Bandha verso il basso possiamo controllare tutti i fattori dell’ energia che stiamo assorbendo. Per esempio inducendo una inspirazione veloce tutti i nostri movimenti diventano più veloci. Inducendo una inspirazione intensa la nostra azione diventa più intensa. Più forte è la contrazione del Mula Bandha che riusciamo a eseguire, più intensa sarà l’ inspirazione che riusciamo a ottenere e più intensa sarà l’ energia vitale che riusciamo ad assorbire. Al termine dell’ inspirazione tratteniamo il respiro. Trattenere il respiro serve a consentire la fissazione dell’ ossigeno e il conseguente assorbimento di energia vitale. Maggiore è la forza propulsiva lanciata verso l’ alto, maggiore sarà la capacità di trattenere il respiro a lungo senza sforzo. L’ assorbimento di energia avviene più efficacemente mentre l’ energia è spinta verso l’ alto e perde la sua efficacia mentre la spinta verso l’ alto si affievolisce. Dobbiamo quindi alimentare la spinta verso l’ alto con movimenti volontari che possono essere delle piccole inspirazioni per trattenere ulteriormente il respiro e rendere più salda la sospensione del respiro. Oppure possiamo farci aiutare in questa azione dal Mula Bandha. Il Mula Bandha infatti si pratica prima dell’ inspirazione a polmoni vuoti ma si può praticare anche al termine dell’ inspirazione a polmoni pieni. Se contraiamo e spingiamo i muscoli pelvici verso il basso, mentre siamo in sospensione del respiro a polmoni pieni, la spinta dei muscoli pelvici può aiutare ad aumentare la forza e l’ intensità della spinta verso l’ alto dell’ energia e la conseguente efficacia del suo assorbimento. Dobbiamo sempre tenere presente che maggiore è la spinta verso l’ alto, maggiore sarà l’ efficacia con cui il corpo vitale assorbe energia. In queste fasi arriva il momento in cui si manifesta la sospensione spontanea del respiro, la riunificazione con l’ infinito di cui parla Patanjali, una condizione in cui siamo in grado di trattenere il respiro senza sforzo. La sospensione del respiro è una condizione in cui si oltrepassa il livello della coscienza ordinaria e si trasferisce la coscienza in una dimensione diversa da quella costituita dallo spazio e dal tempo. In quella condizione in cui non esiste più la dualità si costruisce un ponte fra la dimensione dello spazio e del tempo e la dimensione dell’ energia e si realizza l’ assorbimento del prana da parte del nostro corpo vitale. Al termine della ritenzione del respiro espiriamo lentamente ritornando in una fase di coscienza ordinaria. Dopo una ritenzione del respiro abbastanza lunga siamo carichi di energia e possiamo agevolmente fare una serie di inspirazioni ed espirazioni abbastanza intense da permettere l’ assorbimento di una considerevole quantità di energia. E poi ricominciamo con una nuova inspirazione e una nuova ritenzione del respiro. La pratica del Mula Bandha produce una grande vitalità, aumenta la velocità e l’ intensità della nostra azione e migliora la coordinazione fisica perché sviluppa la consapevolezza precisa dell’ asse centrale del corpo. La pratica della sospensione del respiro aumenta la capacità polmonare, agisce sul sistema nervoso centrale, migliora la concentrazione e chiarezza mentale, assicura un buon dinamismo fisiologico e permette di resistere a tutti gli stress e prove della vita. Questi esercizi possono essere fatti la mattina prima di andare a lavorare e in tutte le occasioni in cui abbiamo bisogno di utilizzare un più alto livello di energia vitale per oltrepassare i nostri limiti e ottenere migliori prestazioni fisiche, emotive e mentali.
IL TRATTAMENTO DELLE MANI CURA MAL DI TESTA, MAL DI DENTI, DISTURBI DEGLI OCCHI E DELLE ORECCHIE-ELIMINA DOLORI ALLE BRACCIA, ALLE SPALLE, ALLA SCHIENA-CURA RIGIDITA' DELLA COLONNA VERTEBRALE E DELLE ARTICOLAZIONI-CURA RAFFREDDORE, TOSSE, FEBBRE-CURA ANSIA, INSONNIA, ESAURIMENTO NERVOSO-TONIFICA IL CORPO-CALMA LO SPIRITO. LI-2 LI-2: Erjian, Secondo intervallo. Si trova alla base dell’ articolazione metacarpo-falangea sul lato esterno dell’ indice. Elimina calore ed espelle vento nei denti, nel naso, nel viso, nella gola e negli occhi. Cura disturbi degli occhi e delle orecchie. Mal di denti. Dolori alle spalle e alla schiena. Malattie febbrili. Spasmi intestinali. Epilessia. TE-2 TE-2: Yemen, Porta dei liquidi. Si trova alla base dell’ articolazione metacarpo-falangea tra il quarto e il quinto osso metacarpale. Cura le affezioni da vento-calore. Tristezza. Paura. Mal di testa. Disturbi degli occhi e delle orecchie. Dolori alle braccia e alle mani. SI-2 SI-2: Qiangu, Valle anteriore...

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